Un punto che fa classifica contro la rocciosa Aversa Normanna (1-1)

17.10.2016
La classica partita che potresti vincere o perdere. La classica partita che, al tirar delle somme, ti lascia la consapevolezza di potertela giocare con tutti. Perchè l'Aversa Normanna è una squadra ben messa in campo, solida, fisicamente tra le migliori del torneo. E perchè a dispetto di qualche assenza di rilievo e della precarietà di condizione di alcune pedine cardine del tuo scacchiere, per almeno quaranta minuti hai menato le danze. Tuttaqui Igea Virtus- Aversa Normanna, gara gradevolissima per almeno settanta minuti tra due formazioni che non si sono risparmiate per ottenere l'intera posta in palio. Tra i giallorossi sugli scudi Caputa, autore di un goal da rapace d'area e sciupone oltre il lecito negli scampoli finali del match: bene, se non benissimo, Biondo che con i suoi piedi buoni e la sua verve ha dato filo da torcere al roccioso Coulibaly recriminando per un rigore apparso sacrosanto ma non concesso dal signor Nube, Di Stefano che ha salvato un goal quasi fatto e lo stesso Lescano che, pur non brillando come in precedenti occasioni, ha colpito un palo e sfiorato il goal in altre due occasioni. Signori, questa è la serie D: gare maschie, gare intense che vanno vissute tutte d'un fiato. Gare che ti lasciano un pizzico di rammarico perchè avresti potuto chiuderle con un pizzico di cinismo in più sotto porta. Gare che avresti potuto perdere quando il fiato diventa corto ed il caldo smorza i comandi del cervello e del cuore. Tieniti stretto questo punto, Igea: perchè al redde rationem farà volume nel paniere dei sogni.
IL CAPO UFFICIO STAMPA DOMENICO LA CAVA

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