Igea Virtus- Catania S. Pio X 2-0

10.04.2016
Manca la matematica ma in tutta sincerità chi se ne frega. Quando non mancano emozioni, calore, colore e passione, la matematica può pure aspettare altri novanta minuti, avendo ormai indossato i panni della mera formalità. L'immagine più bella della domenica è l'abbraccio finale tra l'Igea Virtus ed i propri tifosi al triplice fischio dell'arbitro: ultras, ragazzini, papà con i propri bambini per mano, mamme entusiaste dei propri giovanotti bardati di giallorosso. Un'immagine ancora più bella perchè in questo abbraccio spicca la sagoma asimmetricamente tutta classe di Antonio Isgrò, azzoppato dalla frustrazione avversaria e rintanato per quasi venti minuti in panchina, al riparto dagli occhi di chi si dannava l'anima per capire come stesse la sua caviglia. Autore di una rete da antologia e di una prestazione come al solito da incorniciare, Antonio ci ha fatti penare per poi rialzarsi più forte e più determinato che mai: come più forte e più decisa che mai si è rialzata l'aquila giallorossa che, dopo sei anni di purgatorio nella polvere, è ad un passo dal ritorno in quarta serie. Un passo soltanto, da percorrere in scioltezza, con calma o tutto d'un fiato in riva allo Stretto tra soli sette giorni. Un passo sul quale forse verseremo fiumi d'inchiostro da domani. Oggi no: vogliamo goderci ancora le immagini di quell'abbraccio tra squadra e città che abbiamo inseguito ed oggi ci inorgoglisce. Oggi ha vinto Barcellona Pozzo di Gotto. Giù il cappello.
IL CAPO UFFICIO STAMPA DOMENICO LA CAVA

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