Igea Virtus- Sicula Leonzio 2-1

04.11.2015
In quest'Igea Virtus potrebbero giocare pure undici bambini, ma ora come ora il risultato sarebbe sempre lo stesso: vittoria. Tale è la mentalità vincente inculcata ai giallorossi da Peppe Raffaele, che agli avversari non intende lasciare neppure le briciole. Se ne è accorta anche la Sicula Leonzio, avvelenata per la penalizzazione inflittale ieri dalla giustizia sportiva e forse illusa di avere vita facile su un'avversaria incerottata epriva di alcune pedine cardine del proprio scacchiere. Cambia la competizione, cambiano ancora parecchi interpreti, ma la musica è sempre la stessa: Igea votata a testa bassa alla ricerca del successo, sempre e comunque, cercando sempre la trama lineare, il GIOCO e mai l'improvvisazione o le estemporaneità del singolo, sebbene al tirare delle somme saranno proprio queste ultime a far pendere dalla propria parte l'ago della bilancia. Apre le marcature Di Stefano, che infilza Bibba con un perfetto calcio di punizione dal limite dopo appena undici minuti. L'Igea non corre grandi rischi, costruisce molto ma non punge altrettanto, con Castellino che canta e porta la croce affiancato dai pesi piuma Valenti, Calabrò e Di Salvo. Nella ripresa un presunto tocco di mano galeotto in area giallorossa viene sanzionato con un penalty, diventato da tempo l'unico modo per perforare Inferrera, realizzato da Fascetto. Sull'1-1 qualcuno si sarebbe aspettato di vedere l'Igea tirare i remi in barca e risparmiare energie fisiche e nervose in vista del campionato. Ma questo qualcuno avrebbe dimostrato di non conoscere Peppe Raffaele, che arma l'artiglieria pesante inserendo contemporaneamente Isgrò e Cannavò. La mossa si rivela vincente: Cannavò fa salire la squadra, Isgrò si conferma il consueto grimaldello che, colpo dopo colpo, divelle la retroguardia bianconera lavorandola al fianco destro. Fiato sul collo di Bibba, errore indotto e unico pertugio possibile da posizione defilatissima che viene centrato per spedire il secondo pallone nella rete bianconera. Finisce nel tripudio dei sostenitori giallorossi, coi lucciconi agli occhi per l'ennesima prova tutta cuore e grinta di una squadra che, dal primo all'ultimo, incarna quello spirito guerriero che ormai da due mesi li manda in brodo di giuggiole. Sotto a chi tocca, l'appetito vien mangiando e qua abbiamo tutti l'acquolina in bocca.
IL CAPO UFFICIO STAMPA DOMENICO LA CAVA

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Comunicato Ufficiale N. 29 del 05/11/2015